🔥 Il Sabba delle Streghe: la grande menzogna dell’Inquisizione e il genocidio della libertà femminile
✝️ Quando la fede diventò un’arma, e il rogo una liturgia
L’Europa tra il tardo Medioevo e l’Età Moderna fu teatro di uno degli orrori più sistematicamente ignorati dalla storiografia ufficiale: la persecuzione, tortura e uccisione di decine di migliaia di donne accusate di stregoneria. In nome di un Dio giustiziere, misericordioso solo a parole, la Chiesa, attraverso l’Inquisizione e i tribunali secolari da essa influenzati, mise in atto una caccia spietata contro il diverso, il femminile, l’indipendente.
Nel cuore di questa macchina di morte si trova un simbolo carico di follia teologica e controllo sociale: il Sabba. Il Sabba non fu solo un pretesto: fu una costruzione ideologica, una mostruosa invenzione dottrinaria creata ad arte per giustificare l’eliminazione di tutto ciò che non rientrava nell’ordine patriarcale della società cristiana.
🐐 Il Sabba: un incubo costruito ad arte
Secondo la narrazione ecclesiastica, il Sabba era un raduno notturno durante il quale le streghe, trasportate da demoni o in sella a scope unte di unguenti magici, raggiungevano luoghi segreti – boschi, montagne, grotte – dove si abbandonavano a riti osceni e profanazioni di ogni genere.
I testi inquisitoriali parlavano di:
- baci anali al Diavolo, noto come “osculum infame”;
- banchetti in cui si consumavano carni umane di neonati non battezzati;
- orgia con demoni o con altri adepti del culto;
- volo magico notturno, spesso confuso con stati alterati di coscienza o esperienze estatiche indotte da piante psicotrope.
Ma la verità, cruda e incontestabile, è che il Sabba non è mai esistito. Era una fabbricazione ideologica, alimentata da secoli di misoginia clericale, paura della sessualità femminile, e desiderio di controllo sulle masse popolari. La presunta “confessione” di partecipazione al Sabba veniva estorta con la tortura, e il contenuto delle confessioni coincideva quasi sempre con le fantasie morbose dei manuali inquisitoriali, primo fra tutti il famigerato Malleus Maleficarum(1487).
📜 Il Malleus Maleficarum: il vangelo della misoginia
Scritto da due domenicani, Heinrich Kramer e Jacob Sprenger, e approvato da Roma, il Martello delle Streghe è un testo delirante che sostiene apertamente che le donne sono più propense al peccato, alla lussuria e all’eresia. In altre parole, essere donna era già di per sé un indizio di stregoneria.
Il manuale divenne la guida operativa per inquisitori e tribunali civili in tutta Europa. Esso istruiva:
- come riconoscere una strega (segni fisici, comportamenti sospetti, isolamento sociale…);
- come interrogarla sotto tortura, senza pietà, fino alla confessione;
- come organizzare l’esecuzione, quasi sempre il rogo o l’impiccagione.
Le vittime? In prevalenza donne: guaritrici, levatrici, vedove, povere, eretiche, sciamane, o semplicemente donne libere, non sottomesse al marito o al parroco.
🔥 I numeri del genocidio
Le cifre non sono univoche, ma si stimano tra le 40.000 e le 80.000 esecuzioni in tutta Europa, tra il XIV e il XVIII secolo. Alcune stime meno prudenti parlano addirittura di oltre 100.000 vittime, soprattutto in Germania, Svizzera, Francia, Scozia, Polonia e Boemia.
E mentre il Vaticano taceva o autorizzava, i roghi ardevano come liturgie di purificazione in ogni villaggio, alimentati più dall’invidia e dall’ignoranza che da prove concrete. A volte bastava un raccolto andato male, un bambino malato o un temporale inaspettato, perché la folla cercasse una capra espiatoria tra le donne del villaggio.
🧠 Una caccia all’inconscio collettivo
Il Sabba, in fondo, rappresentava la proiezione dei desideri repressi del clero e della società patriarcale cristiana. La figura della strega libera, sessualmente autonoma, capace di guarire, parlare con la Natura, era l’antitesi dell’obbediente donna cristiana, moglie, madre e silenziosa.
Bruciando le streghe, si bruciava l’archetipo della libertà femminile.
Si bruciava il sapere non ecclesiastico.
Si bruciava il contatto con la Terra e con il corpo, perché considerati pericolosi, troppo veri, troppo umani.
🙄 Il paradosso della pietà inquisitoriale
L’Inquisizione cattolica si è spesso giustificata nel corso dei secoli, sostenendo di essere stata più razionale dei tribunali civili o protestanti. In effetti, in alcuni casi cercò di arginare le esecuzioni più arbitrarie. Ma questa è solo una mezza verità, e le mezze verità sono più pericolose delle bugie.
Perché la Chiesa:
- legittimò la persecuzione della stregoneria come eresia;
- istituì tribunali ecclesiastici che collaborarono strettamente con le autorità civili;
- incoraggiò la delazione, persino tra familiari;
- usò il Sabba come spauracchio per le masse, esattamente come oggi si usano altre paure per ottenere consenso.
🔚 Conclusione: ricordare è un atto politico
Le donne uccise per stregoneria non erano streghe.
Erano indipendenti, ribelli, sapienti, curatrici.
Erano scomode.
E sono morte per mano di un potere religioso che ha preferito il dogma alla compassione, il controllo alla libertà, l’ignoranza alla verità.
L’Inquisizione, con il mito del Sabba, ha marchiato a fuoco la storia con una delle sue pagine più infami, una pagina che ancora oggi fatichiamo a riconoscere con la chiarezza che merita.
📢 Per non dimenticare
Ogni donna arsa sul rogo, ogni urlo estorto sotto tortura, ogni confessione scritta col sangue, è un grido che attraversa i secoli. Sta a noi ascoltarlo, raccontarlo, e impedire che si ripeta – con altri nomi, sotto altri simboli, in nuove forme di inquisizione moderna.